Un sindacalista beneventano della Gilda da Massimo Giletti

Un caso tutto beneventano?!?Tra legge ed etica c’è lo Stato.

L’Arena: si presenta come il paladino dell’etica nella puntata del 19 febbraio 2017, Massimo Giletti, conduttore del programma in onda su Raiuno la domenica pomeriggio. La seconda parte è dedicata ad un caso di cronaca che nei mesi scorsi aveva visto protagonista un professore del beneventano.
L’antefatto
Un caso eclatante apparso sul Corriere della sera, aveva denunciato la lettera della Preside dell’Istituto Industriale “Francesco Severi” di Padova ad un docente del beneventano, il quale dopo essersi messo in aspettativa per gravi motivi familiari, era tornato a scuola per un solo giorno, il 23 dicembre, per, poi congedarsi nuovamente dal 9 gennaio. Episodio particolarmente triste, in quanto aveva determinato il licenziamento di una giovanissima supplente che lo aveva sostituito e la Preside dell’Istituto, per questioni burocratiche, non aveva, poi, potuto in alcun modo riabilitarla.
Gli ospiti della puntata
Sono presenti in studio la Dottoressa Elisa Spagnuolo, docente vittima del sopruso burocratico, l’Assessore all’Istruzione della regione Veneto, Elena Donazzan e il sindacalista della Gilda di Benevento, Raffaele Salomone Megna.
Si discute molto di legge e soprattutto di etica, focalizzandosi sul danno apportato agli studenti dell’Istituto, i quali si erano trovati molto bene con la nuova supplente.
Un caso italiano, non beneventano
Tuttavia, al di là delle aggressioni verbali ai danni del sindacalista della Gilda, invitato, ma quasi impossibilitato a prendere la parola, perché sopraffatto dalle polemiche del conduttore, e di presunte accuse diffamatorie ai danni del professore beneventano assente, ci si sofferma ben poco su una verità fondamentale. Tra legge ed etica c’è lo Stato ‒o per lo meno vi dovrebbe essere‒ perché è uno Stato che non c’è; che permette che accadano simili ingiustizie e che può, talvolta, porre un docente, come quello beneventano, nella necessità di apportare un danno ad un altro. Questo, prima ancora che poco etico, è innanzitutto indice di un sistema governativo che non funziona, che non è in grado di tutelare i suoi lavoratori ed è il fallimento più grave della società attuale. Se sia, poi, anche poco etico o frutto di malafede, non si può supporre in mancanza di prove adeguate, con diffamazione dell’assente. Inoltre, si tratta solo di un caso italiano, prima ancora che beneventano, figlio della “malascuola” contemporanea.
Redazione, Martina Barbieri.

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