Intervista in esclusiva con On. Mino Mortaruolo, Consigliere Regionale

1) Qual è il suo commento agli eventi che stanno interessando il Pd sul piano nazionale?

Guardo con molto favore all’iniziativa del Lingotto e credo sia stato straordinario l’appello fatto da Matteo Renzi nella relazione conclusiva quando dice che non vogliamo un partito di correnti e caminetti ma un partito con molti leader; con tante idee specialmente dei quarantenni riscoprendo quel necessario senso di unità trovando punti di incontro e idee che nascono dal dialogo. In quest’ottica il Congresso va visto, in particolare modo nel Sannio, nei nostri circoli come una rinnovata occasione dal punto di vista generazione. Il partito ha oggi il dovere di trovare punti d’incontro dare risposte che nascano dal dialogo, ha il dovere di aprire anche tra le compagini civiche che amministrano le comunità una discussione franca e seria con le giovani generazioni che seppur tra molteplici difficoltà insistono e vivono nella nostra terra. Per riprogrammare anche una visione politica dell’intero comparto Sannio è imprescindibile che il Partito Democratico si faccia promotore di un canale forte e importante con una nuova generazione per richiamarla all’impegno e per definire nuove strategie territoriali senza le quali andremo incontro alla desertificazione, all’impoverimento.

2) Ci traccia un resoconto dello stato di salute della Regione Campania in termini di programmazione e pianificazione?

Ritengo che la mole di attività programmate e realizzate dall’inizio della consiliatura sia chiara testimonianza di un cambio di passo rispetto alle politiche portate avanti nel passato recependo attraverso l’ascolto, la presenza sul territorio, la pianificazione quali siano le priorità e le sfide dei nostri territori. Tuttavia ritengo che molto si potrà ancora fare. L’importante è agire con trasparenza, con serietà e soprattutto con impegno.

3) Quali iniziative sta immaginando per il Sannio? Trasporti, Ambiente, Sanità, Cultura ma soprattutto occupazione sono i nodi cruciali per un rilancio del Sannio.

Penso a un ricorso decisivo alle Unioni dei Comuni ma anche alle cooperative di comunità in larga diffusione nel resto d’Italia e d’Europa che sono opportunità di lavoro e sviluppo per il bene comune. Il tema cruciale per il rilancio delle aree interne resta inoltre quello del potenziamento infrastrutturale e dei trasporti, settore quest’ultimo che Regione Campania e Governo stanno affrontando all’unisono anche con l’impegno del Sottosegretario alle Infrastrutture Del Basso De Caro.

4) Lei risulta tra i Consiglieri più attivi del Governo Regionale. Tracciando un piccolo bilancio, fino ad oggi, quali le maggiori soddisfazioni e se c’è qualche delusione per qualcosa che poteva essere e non è stato.

Come le anticipavo tanto è stato fatto, molto si potrà però ancora fare. Questa Amministrazione regionale è ancora nel vivo della sua azione e sono convinto che alla fine avremo dato un contributo decisivo e sostanziale allo sviluppo e alla crescita della nostra Regione.

5) Lei è Vicepresidente della VIII Commissione regionale dell’Agricoltura. Considerato che il Sannio è ad alta vocazione agricola, quali sono le ulteriori proposte che sta immaginando per incentivare e sviluppare ancor di più le nostre aree interne?

Il mio auspicio anzitutto è che ci si possa confrontare sempre più sui temi della produzione, con una produzione che sia di qualità; sulla preparazione e la conservazione dei cibi; su efficienti sistemi di tutela e di monitoraggio; sul contrasto alle contraffazioni e alle adulterazioni. Il filo rosso che lega tutte queste finalità è quello di valorizzare le straordinarie e numerose eccellenze del nostro territorio. In questi mesi di governo, con la presidenza del Consiglio regionale, abbiamo voluto incardinare un’azione di promozione e sensibilizzazione intorno al tema della Dieta Mediterranea che ritrova nella nostra regione motivi e opportunità per essere sempre di più protagonista di una nuova modalità di approcciarsi con il cibo che è nutrizione, salute, cultura, benessere. La politica diventa dunque buona politica allorquando investe su tre linee di azione: sull’innovazione con la ricerca e le tecnologie applicate all’intera filiera agroalimentare; sull’educazione a una adeguata alimentazione per favorire corretti stili di vita; sulla valorizzazione delle tradizioni alimentari con tutto il loro bagaglio di etica e cultura. Bisogna puntare sull’implementazione delle filiere così come sta già facendo l’Università del Sannio. È necessario che la strada maestra sia quella della qualità, della sostenibilità, della genuinità e della salubrità. Viviamo in un territorio molto bello ed è pertanto rilevante che vi sia una programmazione sostenibile per i territori che investa il ciclo dei rifiuti, che vi sia una visione strategica e collettiva, che si punti sulla sostenibilità legata all’innovazione. Abbiamo bisogno di cose nuove, sane. Come Sannio abbiamo tutte le qualità e le prerogative per essere il laboratorio del gusto e della salute come quello su cui stiamo lavorando a Torrecuso. Abbiamo giovani professionisti che hanno una qualità progettuale invidiabile e non possiamo evitare di coinvolgerli. Sono convinto che se l’agricoltura acquista valore ne acquista valore anche il territorio. La sfida del Psr è semplice: se ogni ettaro coltivato renderà un minimo di reddito equo vuol dire che avremo fatto un buon lavoro.

6) Inoltre è componente anche della II Commissione speciale Anticamorra e Beni confiscati, qual è l’orientamento della Regione su questo aspetto molto sentito nella nostra Campania?

L’esperienza legata ai beni confiscati ci riconduce a esempi che sono da implementare. Per me anticamorra significa intervenire con azioni impattanti rispetto a un fenomeno camorristico. Immagino su questo modus operandi il risvolto di creare occupazione e posti di lavoro. La camorra si combatte creando lavoro. Principio di educazione non solo di produzione. I beni confiscati alla criminalità organizzata oltre all’oggettivo valore patrimoniale sono il segno tangibile dell’azione dello Stato contro le mafie. Il pieno utilizzo dei beni sottratti è fondamentale sia perché l’aggressione ai patrimoni mafiosi si è dimostrata uno degli strumenti più efficaci per la disarticolazione delle aggregazioni criminali sia perché il valore simbolico della restituzione alla collettività dei beni illecitamente sottratti assume una particolare rilevanza sociale. Bisogna pertanto promuovere pratiche di cittadinanza attiva per l’uso dei beni confiscati tra le associazioni, supportando il mondo del volontariato.

7) Dopo 10 anni il PD alle ultime amministrative a Benevento ha ceduto il passo del governo cittadino a un raggruppamento di centro destra capeggiato da Mastella. Qual è il suo giudizio dopo 8 mesi di amministrazione?

Ritengo che ad oggi vi sia molta inconcludenza mista a imbarazzo nel prendere consapevolezza della carenza amministrativa. Le promesse sbandierate durante la campagna elettorale si sono rivelate un flop e le vicende che si sono succedute negli ultimi tempi stanno a rappresentare l’inadeguatezza di un’amministrazione miope orfana di un supporto politico in grado di accompagnarla nei processi di governo.

8) Il ruolo della opposizione di Palazzo Mosti come lo valuta?

Un’opposizione che non è semplice da condurre per le questioni da dover affrontare, molte delle quali delicate e complesse. A questo va ad aggiungersi un muro comunicativo – relazionale, più volte rappresentato dagli stessi consiglieri, che non ha permesso di avere riscontri su molti fronti. Essere opposizione non è una vocazione, c’è bisogno di un proposizione. Quando questa proposta amministrativa manca tutto diventa più complesso.

9) Il partito democratico si sta riorganizzando sul territorio provinciale e cittadino, attingendo dai settori sociale a quello politico. Si respira una nuova aria. Con quali proiezioni future?

L’obiettivo che la Federazione provinciale di Benevento guidata dal segretario Valentino è quello di continuare a rafforzare il radicamento. Il Pd sannita vuole avere una visione pluralista e moderna così come è emerso nella fase del tesseramento puntando anche all’inclusione di nuove idee, contributi, proposte.

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