Il Segretario Provinciale ( PD ) CARMINE VALENTINO: intervista in esclusiva dal Ligotto al Sannio.

<Dopo il Ligotto di Torino dove si è aperta la campagna congressuale della mozione Renzi, abbiamo sentito la necessità di capire le dinamiche che accompagneranno il Pd del Sannio verso le primarie. l'occasione è sta ghiotta per approfondire con il segretario provinciale Carmine Valentino ( pd ) altre dinamiche amministrative e territoriali.

Dal Lingotto di Torino con un entusiasmo rinnovato. Gli input di Matteo Renzi come verranno recepiti dalla segreteria provinciale Pd del Sannio, da Lei guidata?

“Al Lingotto è venuto fuori il bisogno e la necessità per il Partito Democratico di partire da un confronto programmatico, con tutti. La strada maestra per me e la Segreteria che mi affianca sarà quella di una partecipazione corale che, a partire dal contributo prezioso di tutti, possa contare su un crescente coinvolgimento popolare avvicinando in particolare i giovani spesso delusi e sfiduciati rispetto al mondo della politica. Siamo un partito che non ha timore di fare autocritica sugli errori commessi e senza piangerci addosso siamo pronti a rimboccarci le maniche e a rialzarci con un impegno sempre più convinto e deciso”.

I territori al centro dell’attenzione. Questo l’appello di Matteo Renzi. In che modo ciò accadrà nel Sannio con lo sviluppo possibile delle sue peculiarità?

“Come le dicevo la pluralità e la condivisione saranno i capisaldi dell’azione dei democratici sanniti. Così come ha evidenziato Renzi all’io individualistico vogliamo porre quel noi che apre al confronto e alla crescita. Il territorio con le sue risorse umane, sociali, culturali, naturalistiche sarà centrale nella nuova governance che nei recenti appuntamenti come il rinnovo del Consiglio provinciale, dell’Ente Idrico Campano e dell’Ato rifiuti abbiamo voluto definire. Profondità e apertura, ascolto e coinvolgimento, innovazione e modernità ci accompagneranno per i mesi a venire partendo proprio dal ticket Renzi – Martina”.

Habermas, noto filosofo tedesco, sostiene che il populismo cresce perché la sinistra non lotta più contro le disuguaglianze. Lei crede in questa analisi. E se si, cosa bisogna fare?

“Non mi ritrovo nella affermazione di Habermas allorquando dice che la sinistra non contrasti le disuguaglianze. Il Pd si ritrova nel restituire ai cittadini fiducia nel mondo delle Istituzioni perché solo in quest’ottica di cooperazione si potranno abbattere i muri della disuguaglianza, della sopraffazione, della perdita di diritti. Abbandonare una visione individualistica a favore dell’idea di comunità per affrontare all’unisono i problemi dell’occupazione, dell’immigrazione, dei giovani è un dovere al quale non possiamo e dobbiamo sottrarci”.

Organizzare il PD partendo dal basso, dice Renzi. È d’accordo?

“Assolutamente, sì. Credo sia necessario continuare a radicalizzare il partito dal basso con un criterio di centralità delle rappresentanze del territorio che sono quelle che di frontiera e più prossime ai bisogni reali e all’ascolto dei cittadini”.

Governo centrale con Del Basso De Caro, governo regionale con Mortaruolo, governo provinciale con Ricci. Una filiera spezzata a livello cittadino con il “Palazzo” governato da Clemente Mastella. Una sua valutazione.

“Questa filiera istituzionale è di grande efficacia per il Sannio che in questi anni ha potuto contare su risposte serie, concrete e qualificate. Del Basso De Caro, Mortaruolo e Ricci oltre ad essere politici di esperienza e pragmatici; oltre ad essere autorevoli esponenti del Partito Democratico sannita, sono uomini che hanno a cuore le sorti e il futuro della propria terra. La sinergia è stata vitale ad esempio in occasione dei tragici eventi alluvionali dove il fare quadrato per tutelare la nostra provincia ha garantito ai cittadini di avere risposte celeri e incisive. La serietà politica è ben altra cosa rispetto al deludente nulla di altri”.

Dopo la debacle al Comune di Benevento, il Partito Democratico risale e conferma posizioni importanti (Provincia, EIC, ATO). Un suo commento.

“Sono gli esiti che parlano. Ho insistito sulla necessità di una corale partecipazione, di una capillare rappresentanza territoriale, sul coinvolgimento di tutti perchè il Pd è il partito di tutti e per tutti. Insieme si programma, insieme si scende in campo e, numeri alla mano, insieme si vince nel rispetto di ognuno e delle regole di una comunità come il Partito Democratico rappresenta”.

Si è chiuso il tesseramento provinciale. Soddisfatto dei numeri?

“Anche in questo caso l’evidenza dei numeri ci dice che il Pd è una Federazione di riferimento nel panorama regionale e nazionale. La convinta adesione di tanti democratici e democratiche con una presenza uniforme sulle varie realtà provinciali rappresentano le fondamenta per una prospettiva rigogliosa per ridare entusiasmo e rinnovata centralità alla politica. Esistono tutti i presupposti affinchè tutto ciò continui a concretizzarsi”.

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