Fausto Pepe attacca Mastella e la sua amministrazione. “Benevento non può essere l’unica città dove la mensa scompare”

Devo ammetterlo, dichiara Pepe – non avevo ben compreso la programmazione degli spettacoli proposti alla Città. Ora mi è tutto molto più chiaro: il Sindaco Mastella ha inteso cancellare solo l’evento “teatro” dalla “Città Spettacolo”, ma per il resto lo spettacolo continua. Vorrei ricordare ai miei Concittadini, prima che a me stesso, che la mensa è stato il cavallo di battaglia della nuova Amministrazione. Riguardo a questo tema si sono “consumati” attacchi e ironie sull’incapacità della precedente gestione. Oggi ci ritroviamo di fronte a una serie di insuccessi madornali: gara illegittima, la Consigliera dottoressa Pedà dimissionaria perché non si avviano i controlli interni, diminuzione vertiginosa dei pasti serviti, perdita economica del Comune per ogni giorno di servizio offerto, azienda fornitrice del servizio che ha contenziosi con i suoi dipendenti per stipendi e contributi, la stessa azienda che ancora non paga la tassa dei rifiuti. Per ultimo, in data 16 febbraio, l’amministrazione Mastella chiede formalmente alla ditta Quadrelle 2001 di essere disponibile ad una proroga del servizio sino al 31 maggio e la Quadrelle 2001 non risponde; sarebbe interessante conoscere, in maniera approfondita, i motivi di tale orientamento. In tutto questo bailamme l’unica preoccupazione manifestata dall’assessore Ingaldi è promuovere un appello alle mamme ed ai papà per iscrivere più bambini ad un servizio mensa improbabile e improponibile, dimenticando che il “favore” si conquista e non si “intima”, soprattutto quando si governa. A seguito di un ultimo verbale dell’ASL, che non presupponeva la chiusura del servizio, Mastella invece ne ordina la chiusura. La Quadrelle 2001 scrive all’Amministrazione e intima la revoca dell’ordinanza, e forse, dal suo punto di vista, e per come è “incastrata” questa vicenda, ha pure ragione. Peraltro non sarebbe la prima volta che Mastella “sbaglia” ordinanza, storia già vissuta in precedenza con l’ordinanza di rimozione dell’amianto alla Azienda Ospedaliera, poi rigettata dal TAR. Non è ora il caso di fermarsi e pensare di convocare un Consiglio Comunale? Di aprire un dibattito pubblico e trovare soluzioni condivise? Benevento non può essere l’unica città d’Italia dove la mensa scompare, eliminando un servizio pubblico utile ai bambini, ai genitori, agli insegnanti e non per ultimi ai lavoratori».

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