FATTURAZIONE ELETTRONICA DAL CONSIGLIO NAZIONALE DEI COMMERCIALISTI PARTE UN MODELLO PER LA RIORGANIZZAZIONE DIGITALE DEGLI STUDI PROFESSIONALI

“ L’introduzione dell’obbligo di fatturazione elettronica tra privati può essere un’opportunità, e non solo un rischio, per gli studi dei commercialisti, anche di quelli più piccoli e meno strutturati. A patto però che la professione si attrezzi al più presto e in maniera consapevole per il passaggio dalla contabilità analogica a quella digitale”. Ha dichiarato Il Presidente dell’ODCEC di Benevento, Fabrizio Russo, aggiungendo che “in un
documento del Consiglio nazionale della categoria si definisce un preciso modello evoluto
digitale per la trasformazione dello studio, che possa diventare un punto di riferimento per
gli iscritti.”
Il modello prevede una gestione diretta da parte dello studio del processo di emissione,
contabilizzazione e conservazione della fattura elettronica, in un sistema nel quale cliente
e studio interagiscono telematicamente, condividendo lo spazio digitale entro il quale si
svolge il processo di fatturazione.
L’analisi del modello è stata eseguita ipotizzando che il cliente dello studio sia un’impresa
in contabilità semplificata e che lo studio abbia una soluzione software integrata composta
da tre moduli: quello di contabilità, quello di gestione elettronica documentale (GED) (che
consente ai clienti la produzione da remoto delle fatture di vendita e l’accesso ai documenti
archiviati) e il modulo di conservazione documentale digitale. Il modello prevede inoltre
che lo studio emetta la fattura per conto dei propri clienti apponendo la firma remota o
automatica ai dati della fattura inseriti dal cliente sulla piattaforma GED e riceva per conto
del cliente le fatture elettroniche tramite il Sistema di Interscambio.
Centrale nello schema messo a punto dal Consiglio nazionale è dunque la collaborazione
studio-cliente. L’integrazione tra i diversi moduli che compongono la soluzione software
dello studio professionale consentirebbe poi al commercialista di massimizzare i vantaggi
derivanti dalla digitalizzazione. L’applicazione dello schema valorizzerebbe inoltre i dati
delle fatture che lo studio sarebbe in grado di intercettare in tempo reale. Dati ai quali
agganciare servizi a valore aggiunto da proporre ai clienti. La riduzione dell’inserimento
manuale di una moltitudine di dati contabili da parte del personale degli studi, potrebbe​
comportare infine una modifica di parte delle loro abituali attività, creando la possibilità per dedicarsi ad attività diverse.
“ La fatturazione elettronica obbligatoria – commenta il Presidente Russo, – è un processo
inevitabile, che va però gestito al meglio. Per questo chiediamo da tempo che la sua
introduzione sia più graduale: bisogna dare la possibilità alle piccole e piccolissime
imprese di prepararsi al meglio ad una novità di tale portata . Il rischio è che altrimenti
il sistema possa incappare in difficoltà simili a quelle verificatesi lo scorso anno con
lo spesometro. Uno scenario da scongiurare con forza ”. Secondo Presidente
dell’ODCEC di Benevento “in questo contesto la nostra categoria deve però comunque
rapidamente attrezzarsi affinché questa novità possa trasformarsi da potenziale rischio di
perdita di clientela in possibile opportunità di crescita.”
“ L’attività nei confronti della clientela tenuta alla contabilità semplificata”, continua il
Presidente Russo, “rappresenta una possibile area di rischio per la professione, dal
momento che copre una rilevante quota di mercato nell’ambito dei servizi contabili e fiscali
ed è probabilmente più esposta alla concorrenza . E’ a questa ampia fetta di colleghi a
cui devono essere date risposte, facendo uno sforzo di previsione degli scenari
futuri ipotizzabili ”. “La forte accelerazione impressa dalla fatturazione elettronica alla
piena digitalizzazione dei servizi contabili alla clientela ci impone di essere proattivi e
tempestivi, sia investendo in nuove soluzioni informatiche e in formazione del personale,
sia verso i clienti, soprattutto quelli meno attrezzati sul digitale, che dovendo
obbligatoriamente riorganizzarsi, potranno trovare nel commercialista un valido punto di
riferimento. Si tratta di una sfida difficile e impegnativa, che va però necessariamente
colta”.

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