Domenica 19 Assemblea Nazionale Partito Democratico.

Raggiunto l’accordo domenica 19, assemblea nazionale del partito, chiamato ad esprimersi sul percorso da compiere per il rinnovo della segreteria nazionale del partito. Tutto accade tra “dichiarazioni di scissioni, di abbandono, di candidature a segretario, di sguardi ad eventuali alleanze”. Tutti concordi nell ‘affermare che al momento non è in discussione la data delle elezioni. all’interno dicevamo, c’è di tutto, il trovato accordo Renzi Franceschini, dai Giovani Turchi di Orlando, passando per il pensiero del Ministro Martina, ai Bersaniani Speranzosi di cosa non si è capito, alla posizione di Cuperlo alla presenza degli ex civatiani, per giungere a Rossi ed Emiliano battitori liberi. Insomma di tutto e di più. con una sola certezza al momento, Renzi viaggia con una marcia in più ed al momento riesce ancora a tenere ben salda la rotta, al di là delle dichiarazioni dei competitor, che sembrano più navigare a vista che con rotte certi. Ed in tutto questo, il registra occulto D’Alema tenta approcci, a nostro pensiero al quanto velleitari più per “intimorire” politicamente che concreti. Intanto l’ex Premier Renzi, invita i suoi competitor a partecipare, a discutere, a confrontarsi nella sede delle decisioni e cioè quella del partito dell’assemblea che sarà chiamata a trovare un intesa sulla data congressuale. Alla gente non appassiona il toto dilemma del Segretario, in cui la minoranza sembra essere troppo impegnata alla ricerca di vecchie ed usurate alchimie politiche, cerca nel PD un punto stabile, una pietra miliare da cui partire e che sappia interpretare i reali bisogni della gente. Renzi piaccia o no ha rappresentato e rappresenta un cambio generazionale, uomo concreto, pratico, che ha saputo dare slancio al partito conducendolo al massimo storico del 40,08%, dato mai raggiunto nella storia del partito. Seguite l’appello di Renzi: “l’abitudine che si chiama democrazia interna, che non si esaurisce con la richiesta di un congresso e del voto, non è a tempo, non è solo nel votare ma nel rispettare l’esito del voto. Chi non lo fa viola la prima regola interna di condotta. A chi immagina di dire vattene, dico venite, confrontiamoci, aiutateci a capire. Rendete contendibile la leadership, anche a chi è fuori dal Pd, c’è il tesseramento aperto fino al 28 febbraio“.
E’ tempo, ora, che il partito scelga il suo segretario, lo segua con coerenza e abnegazione, e che si torni a parlare, e risolvere, i problemi della nazione: disoccupazione, sanità, sicurezza, solo alcuni campi dove i cittadini chiedono immediati interventi. Redazione.

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