De Castro Mariagrazia. “Il Sannio beneventano tra enogastronomia e turismo”.

Nel 2011, in occasione della pubblicazione del Rapporto sul Turismo Italiano*,
sulle aree deboli e depresse, sui territori rurali si è affermato che “possiedono importanti risorse naturali e culturali, paesaggistiche e agroalimentari, che si sono mantenute integre proprio grazie alla loro marginalità”.
Un’affermazione importante che stimola riflessioni sul Sannio rurale nel quale la campagna ha avuto e ha un ruolo importante – ma ancora pressoché esclusivo – come spazio di produzione. Un po’ meno come spazio di consumo per la fruizione turistica e ricreazionale.
In particolare sono proprio le produzioni tipiche locali ad avere tutte le potenzialità di volano per altre attività non direttamente connesse con la loro produzione ma con il turismo, fungendo da richiamo per nuovi modi di fare esperienza sul territorio, non soltanto apprezzando il patrimonio culturale e naturalistico ma anche degustando prodotti tipici.
E di specialità enogastronomiche eccellenti ne abbiamo così tante che sarebbe impossibile elencarle tutte: basti pensare ai taralli di San Lorenzello, agli oli extravergine di oliva delle colline beneventane. E poi c’è ancora la mela annurca a marchio IGP; per non parlare dei numerosi vini, dal Solopaca Doc all’Aglianico del Taburno Docg.
Il Sannio, territorio di grandi prelibatezze, di specialità antiche; terra dal notevole patrimonio culinario la cui storia è legata indissolubilmente a quella genuinità e qualità, tipiche della cucina mediterranea e degli ambienti incontaminati e ad alta naturalità.

Quanto oggi sono valorizzate le nostre specialità? È indubitabile che il settore eno-agroalimentare rivesta oggi un ruolo fondamentale per lo sviluppo economico del beneventano, area a vocazione agro-turistica. I nostri prodotti sono intrinsecamente legati al territorio e sono il risultato di saperi artigianali che si sono consolidati nel tempo anche grazie al lavoro artigianale di produzione di eccellenze non massificate ma di nicchia. Ma per poter raggiungere risultati più efficienti, si rende necessario anche puntare sulla promozione che qualifica la tipicità dei prodotti eno-gastronomici locali, puntare sulla competitività delle produzioni tipiche locali, l’efficienza e l’innovazione. La promozione è un efficace strumento sinergico che può consentire agli operatori di aumentare la riconoscibilità e il posizionamento di immagine.
Alla base della promozione c’è la conoscenza: un’analisi approfondita e puntuale del territorio, dei soggetti e degli operatori imprenditoriali, significa individuare meglio processi, procedure, risorse, istituzioni e attori.
Allo stesso tempo per far conoscere il territorio è imprescindibile coinvolgere attori pubblici e privati di varia natura in processi politico-decisionali, promuovendo il dialogo, la corresponsabilità, la partecipazione, la condivisione.
Un’offerta turistica basata non soltanto sui punti “forti” del territorio – la cultura locale, gli usi e i costumi enogastronomici – ma anche sulla promozione e la conoscenza, può soddisfare la richiesta di una domanda turistica sempre più orientata all’esperienza totale della destinazione.
Redazione elletvweb.

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