Benevento, Palazzo Mosti, ex Sindaco Pepe: “L’amministrazione chiarisca sulle morosità. Ci vuole decenza ”

“Oramai da Palazzo Mosti ci si può attendere di tutto. La questione dei tributi non pagati dagli amministratori è davvero stucchevole, ma la cosa più stucchevole è come questa amministrazione ha trattato la vicenda in sé. Chiarisco subito che fare l’amministratore impone dei vincoli e dei doveri, pagare le tasse è senz’altro un dovere inalienabile. Se ci saranno quindi, dopo le verifiche, amministratori che non hanno pagato tributi o multe, o che risulteranno in contenzioso con il Comune di Benevento, non ci sono giustificazioni: bisognerà dimettersi!”. A scriverlo in una nota è l’ex sindaco e consigliere comunale Pd a Palazzo Mosti, Fausto Pepe.
“Ci sono però altri profili – aggiunge Pepe – che vanno verificati e che non sono meno importanti. A metà del mese di febbraio una testata giornalistica pubblica l’elenco di tutti gli amministratori ritenuti “evasori”, fatto in sé gravissimo e che incrina giustamente e ulteriormente, un rapporto di fiducia tra la Città ed i rappresentanti della sua istituzione più importante. Dopo qualche giorno una nota della Segreteria Generale chiarisce che i dati pubblicati da quella testata non sono ufficiali, perché ancora in una fase di verifica e che di li a poco sarebbero stati pubblicati i dati “veri”, aggiungendo peraltro che il resoconto sugli amministratori è stato fornito in via di “opportunità” al Presidente del Consiglio Comunale ed al “delegato” del Sindaco. Stante così le cose, l’Amministrazione Mastella ha il dovere di chiarire immediatamente chi ha fatto pubblicare questi dati senza controllare la loro veridicità! Ci si potrebbe trovare di qui a qualche giorno nell’imbarazzo collettivo di scoprire che tutti o quasi gli amministratori sono in regola, avendo però apportato nel frattempo un grave danno all’immagine della istituzione locale. Ma questo è ancora parte del problema. L’Amministrazione Mastella – continua – dovrebbe inoltre chiarire perché sono stati forniti i dati dei consiglieri al Presidente del Consiglio Comunale ed al delegato del Sindaco e peraltro a quale scopo. Nessuna figura istituzionale ha il compito di “mediare” rispetto al pagamento dei tributi, né tantomeno di “allertare” gli evasori. Gli amministratori elusori o presunti tali, dovrebbero essere raggiunti da una diffida ufficiale da parte dell’Ente, alla quale ufficialmente avrebbero dovuto rispondere e se del caso argomentare le proprie ragioni. Ricordo che la norma parla di debito tributario accertato e quindi “liquido” ed “esigibile”. Non è quindi una questione che può essere trattata in maniera “ufficiosa” all’interno dell’Ente e pubblicata sulle testate giornalistiche, con amministratori costretti a giustificarsi a mezzo stampa o su facebook e non nelle sedi appropriate. Tutto questo è una vera aberrazione. E peraltro questo non è un compito al quale delegare il Presidente del Consiglio o il “delegato” del Sindaco, quest’ultima figura istituzionale francamente sconosciuta alla grammatica amministrativa ma che risulta però meritevole di “attenzione” da parte dalla Segreteria Generale.
L’ultimo profilo poi – conclude Pepe – è quello delle dichiarazioni di compatibilità sottoscritte a suo tempo da tutti noi amministratori ed evidentemente oggi messe in discussione. Vere o false? Qui non c’è di mezzo solo una brutta figura ma anche un reato penale. Sono convinto che molti dimostreranno la estraneità a questo ennesimo tentativo, perpetrato all’interno di Palazzo Mosti, di infangare una categoria istituzionale quale quella dei consiglieri comunali, c’è pero il risvolto della medaglia, a questo punto bisogna fare chiarezza e dire chi era in regola, chi si è messo in regola successivamente alla proclamazione degli eletti e chi tuttora non lo è. Lo richiede la decenza”.

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