Altrabenevento: Mastella, il “gioco d’azzardo” dell’informazione e la polemica

E’ in corso una strana polemica tra l’attuale sindaco di Benevento e il Movimento 5 Stelle a proposito di scommesse e gioco d’azzardo con alcune inspiegabili sorprese.
Il 14 marzo il senatore veneto del Movimento 5 stelle, Giovanni Endrizzi ha criticato il sindaco Mastella che ha inaugurato una sala per scommesse ricordando che alcuni familiari dell’ex ministro in passato hanno avuto partecipazioni in società indagate per gioco di azzardo.
Il 16 marzo è stata inviata alla stampa la seguente dichiarazione di Clemente Mastella, attraverso la sua portavoce: “In riferimento ad una nota diffamatoria diffusa nelle ultime ore dal senatore del Movimento 5 Stelle, Giovanni Endrizzi, riguardo il presunto avvio da parte di mio figlio di aziende di gioco, per le quali si afferma addirittura che sarebbe stato indagato, comunico di aver dato mandato di querelare, con ampia facoltà di prove, l’autore di questa clamorosa bugia”.
In realtà, la dichiarazione del senatore Endrizzi non è quella che Mastella gli attribuisce. Infatti nel testo ufficiale della nota stampa del M5S pubblicata anche sul sito del Movimento, dopo la parte che riguarda l’inaugurazione da parte del sindaco di una sala gioco a Benevento, si legge “Ma quello dei Mastella e l’azzardo è una storia di famiglia. Come denunciai in aula nel maggio 2013, non possiamo omettere Pellegrino Mastella, figlio di Clemente Mastella, che attraverso Sgai e Betting2000 avviò altre aziende di gioco. Fra queste King Slot e Wozzup, poi indagate per gravissimi reati”.
Quindi Endrizzi non fa riferimento ad attività attuali del figlio di Mastella in “aziende di gioco” e neppure dice che Pellegrino è stato indagato. Il parlamentare dichiara che sono state indagate le società e questo risponde a verità. Infatti, la Betting 2000 e la SGAI furono indagate dalla Procura della Repubblica di Palermo con il procedimento denominato “Old Bridge” relativo ai rapporti tra Cosa nostra, mafia italo- americana e camorra campana sul controllo del gioco di azzardo.
La notizia ripresa più volta dalla stampa nazionale, fu data per la prima volta il 1 aprile 2008 da Il Sole 24 ore con un articolo a firma di Claudio Gatti. Il giornalista, dopo aver trattato degli affari della società Betting 2000 e di alcuni suoi soci legati a gruppi camorristici, così testualmente scriveva: “Ma dalle carte rinvenute dal Sole 24 Ore emerge poi un’altra, forse ancor più significativa, sorpresa. Viene dal nome di una partecipata di Betting 2000: la Sgai Srl. Altro azionista di Sgai è Pellegrino Mastella, primogenito dell’ex ministro della Giustizia. Contattato telefonicamente dal Sole 24 Ore, Pellegrino Mastella ha minimizzato: «Un gruppo di amici mi aveva proposto questo investimento qualche anno fa, e io ho preso una quota di partecipazione dell’1%…io non sapevo neanche da chi è composta la compagine sociale (di Sgai)… ma adesso che lo so, provvederò subito ad uscire». Ma nella compagine sociale di Sgai ci sono anche gli zii materni, Carlo e Italico Lonardo, fratelli di Sandra Lonardo, presidente del Consiglio regionale della Campania. Il maggior azionista di Sgai è invece Giampiero Pilla, socio di Italico Lonardo in tre altre società del settore giochi. Il Sole 24 Ore è inoltre in grado di rivelare che Italico Lonardo e il suo socio Giampiero Pilla sono oggetto d’indagine da parte della Squadra Mobile di Palermo assieme a personaggi affiliati a un’importante cosca di Palermo, quella di Passo di Rigano”.
Quindi Pellegrino Mastella non è stato indagato ma lo sono stati le società Betting 2000 e SGAI e il cognato dell’attuale sindaco di Benevento, Italico Lonardo.
Pertanto, di cosa si lamenta Mastella al punto da annunciare querela per il senatore Endrizzi che ha detto la verità? E poi, come farebbe il primo cittadino a presentare la denuncia al posto del figlio considerato che la querela per diffamazione può essere avanzata solo dal soggetto interessato che in questo caso è senz’altro maggiorenne?
Non riusciamo a credere che l’ex Ministro della Giustizia, possa commettere errori così banali. E neppure riusciamo a spiegarci perché Mastella, politico navigato e capace comunicatore, ha voluto riaccendere l’attenzione sugli affari di famiglia per rispondere ad una dichiarazione di un senatore veneto di cui nessuno si era accorto.
Non ci meraviglia, invece, il comportamento dei grillini beneventani che non colgono le contraddizioni dell’ex ministro e subiscono ulteriori sferzate.
Infatti, ieri l’altro, venerdì 17, il primo cittadino sempre per alimentare la polemica sulle sale gioco, ha voluto chiamare in causa anche il Movimento 5 Stelle di Benevento che alle ultime elezioni comunali ha candidato Cosimo Calicchio non estraneo a società che si occupano di scommesse e gioco online. Si tratta però di un noto esponente di quel gruppo locale di grillini (meetup), denominato “Partecipazione a 5 stelle” capeggiato da Felice Presta conosciuto per le posizioni filo mastelliane, nato in polemica con quello dei due consiglieri comunali, Nicola Sguera e Marianna Farese.
Questi ultimi, con una lunga nota di risposta al sindaco, ricordano la lotta alle ludopatie, chiamano in causa pure la Chiesa e si limitano a ricordare che Calicchio è stato candidato ma adesso non è attivista del loro movimento.
Invece, i due consiglieri non commentano in alcun modo la preannunciata querela di Mastella per il loro senatore Endrizzi che ha solo ricordato trascorse vicende giudiziarie di alcune società partecipate anche da familiari dell’ex ministro per gioco di azzardo. Neppure il leader dell’altro gruppo di grillini, Felice Presta, che ama definirsi “giornalista di inchiesta” senza aver mai conseguito neppure il patentino di pubblicista, ha indagato sui fatti oggetto di polemica e risposto a Mastella.
Il presidente- Gabriele Corona

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