Villa Margherita: la parola al Direttore Sanitario Dott. Saverio Santopietro. La vicenda Covid e prospettive future.

Il dottore Saverio Santopietro è il direttore sanitario facente funzioni di Villa Margherita. La struttura è stata all’ attenzione della cronaca nelle ultime settimane per il focolaio di covid 19 sviluppatosi all’ interno. Oggi anche l attenzione della procura di Benevento. Con Santopietro abbiamo realizzato una intervista per fare chiarezza su quanto accaduto, ma soprattutto per guardare in positivo al futuro. Ed il direttore sanitario, uomo e professionista stimato, concreto e con grande onestà intellettuale  ci ha trasferito un quadro oggettivo e di prospettive future positive per la villa Margherita e per tutto ciò che  riguarda una sua ripresa.

 

Il caso Villa Margherita è stato all’ attenzione della cronaca per giorni, determinando anche  polemiche. Come lo ha gestito da un punto di vista medico, ma non sottovaluterei l’aspetto  umano.

Certamente il caso Villa Margherita essendo stato il primo caso nel Sannio non poteva non suscitare scalpore. Ritrovarsi oltre 60 pazienti positivi al tampone nasofaringeo per la ricerca del virus

SARS-COV2 all’interno della clinica e scoprire che nel frattempo anche molti operatori della struttura erano stati contagiati è stato per me stesso uno shock. E’ doveroso rivolgere un pensiero ed

un ringraziamento affettuoso a quanti tra i dipendenti di Villa Margherita hanno contratto la malattia prestando servizio. Lo stato di smarrimento per fortuna è durato poco. Mi sono immediatamente

rimboccato le maniche conscio delle professionalità presenti nella clinica. Priorità assoluta è stata quella di garantire lo stato di salute dei pazienti ricoverati e la sicurezza dei miei collaboratori. Tutto

ciò è stato reso possibile dall’aiuto di alcuni colleghi medici, dalla valida collaborazione del personale parasanitario che seppure decimato dalle malattie e dalle quarantene è rimasto coraggiosamente in clinica, mettendo a rischio la propria incolumità, dal supporto incondizionato della Direzione Amministrativa e dalla proficua collaborazione con la Direzione Sanitaria, il Servizio Epidemiologico ed il Servizio di Prevenzione della  ASL di Benevento con cui mi sono rapportato e coordinato quotidianamente. Nel giro di pochi giorni sono state realizzate apposite aree COVID su due piani della struttura separate dalle aree sanificate da appositi “locali filtro” con stanze dedicate alla vestizione e svestizione del personale. Sono stati distribuiti ed illustrati i protocolli di sicurezza e prevenzione del contagio negli ambienti di lavoro a tutto il personale fornendo costantemente DPI sufficienti per operare in sicurezza sui pazienti contagiati. La

Direzione Amministrativa, facendo miracoli, non appena è stato possibile reperirli, non ha fatto mancare i dispositivi di protezione agli operatori e in tempi record è riuscita ad assumere oltre 20

infermieri ed OSS che hanno colmato le carenze di personale che si erano venute a creare. Il lavoro fatto ha dato i suoi frutti e ad oggi posso affermare con orgoglio che nessun altro operatore si è

contagiato da quando tutto ciò è stato realizzato. I pazienti sono stati nel frattempo spostati nelle aree COVID realizzate e sono stati costantemente assistiti. Per tutti sono stati messi in atto i protocolli terapeutici previsti dalle linee guida transitorie sotto stretto monitoraggio clinico, laboratoristico e strumentale.

I pazienti ricoverati in clinica erano pazienti “fragili” affetti da patologie multiple, già in condizioni cliniche instabili e per alcuni di essi si è reso necessario il trasferimento presso la terapia intensiva

dell’A.O. “San Pio” di Benevento. Molti di essi, purtroppo, sono deceduti. In Clinica venivamo pervasi da un forte dolore ed un senso di sconforto alla notizia di un nuovo decesso. I nostri pazienti

sono sempre stati un po’ amici, quasi parenti per noi, sarà perché i tempi di degenza in terapia riabilitativa sono in genere lunghi, per cui li conosciamo bene e spesso ci affezioniamo a loro.

In ogni modo le terapie intraprese sono state efficaci stabilizzando le condizioni cliniche dei nostri pazienti e permettendone la negativizzazione al tampone orofaringeo, per cui dichiarati guariti molti di essi sono stati già dimessi e restituiti agli affetti dei propri cari.

 

Oggi la situazione è rientrata e la struttura dovrà vivere una nuova stagione. Come sta impostando il nuovo corso.

Dei 47 pazienti curati presso la clinica, ad oggi, 14 sono ancora positivi al COVID-19,  in attesa di praticare i tamponi di controllo per essere dichiarati guariti e quindi dimissibili e 4 risultano già guariti e saranno dimessi nei prossimi giorni. I pazienti dimessi nei giorni scorsi rientrati presso il proprio domicilio sono stati 29.

Intendiamo portare a guarigione completa e alle dimissioni tutti i pazienti presenti nella struttura. Svuotata completamente la Clinica provvederemo ad una sanificazione approfondita della stessa per

essere pronti a ripartire con la nostra attività tradizionale che è la riabilitazione. Cercheremo di ottimizzare l’esperienza che, nostro malgrado, abbiamo maturato in questo periodo emergenziale per conferire ancor più qualità e sicurezza ai nostri percorsi di cura.

Contiamo di essere presto nuovamente a disposizione del nostro SSR per compiere la missione che sta alla base della nostra organizzazione: riabilitare.

Covid 19 è stata una esperienza devastante: morti, sofferenza, vite stravolte. Secondo lei sarà possibile recuperare e come.

E’ molto difficile rispondere a questa domanda. Mi fa piacere che lei ha usato il tempo passato e lo  prendo come un buon augurio, purtroppo la pandemia è ancora in corso e prevedere quale potrebbe essere la sua evoluzione non è affatto facile. Ci toccherà aspettare la fase due e poi la fase successiva per verificare se potremo gradualmente ritornare alle nostre abitudini quotidiane.

Il coronavirus COVID-19 è un nemico subdolo, si nasconde bene. Ho praticato tamponi a centinaia di persone e le posso assicurare che molto frequentemente esso è risultato presente in persone che

non mostravano alcun sintomo e che dopo qualche settimana sono guarite dall’infezione rimanendo completamente sane. Del resto se fosse facile individuarlo questo virus non sarebbe stato in grado di

compiere il giro del mondo mietendo vittime in ogni angolo del globo. Per me che mi sono trovato a vivere quanto raccontato, al centro del primo focolaio di infezione nella provincia di Benevento, è stata sicuramente un’esperienza devastante. Il mio pensiero va ai nostri pazienti che hanno perso la vita, ricordo i loro volti, ai parenti che a causa di questa terribile situazione non hanno potuto vederli e non hanno potuto neanche essere loro vicini per l’ultimo saluto e tutto ciò mi riempie di tristezza. Ho cercato sempre, nonostante l’enorme mole di lavoro che ho avuto in questi giorni, di alleviare le loro angosce e fornire le adeguate informazioni circa i loro congiunti telefonicamente e  spero di esserci riuscito.

Vite stravolte, certo, mi vengono in mente i nostri collaboratori che coraggiosamente sono rimasti al loro posto mettendo a repentaglio la loro stessa vita e che hanno rinunciato a rientrare a casa per

giorni, settimane.  A loro va il mio plauso e tutta la mia gratitudine. Il loro senso del dovere e la elevata professionalità che li ha contraddistinti ci permettono oggi di  emozionarci e commuoverci

nel salutare i nostri pazienti guariti che rientrano a casa.

Recuperare sarà possibile se tutti saremo capaci di immedesimarci negli altri al fine di capire le sofferenze, i dubbi, le angosce del nostro prossimo. Cosa sicuramente difficile in un momento così

particolare quando tutte le emozioni sono amplificate e spesso la realtà è distorta dall’impossibilità  di verificare di persona.

 

A tutto ciò si aggiunge anche una crisi economica che ci vedrà purtroppo tutti coinvolti. Qual è il suo pensiero in merito.

Non sono in grado di fare previsioni in tal senso. La crisi economica già è in atto e sicuramente coinvolgerà tutti in un prossimo futuro.  Moltissimi sono i lavoratori di Villa Margherita. Il nostro personale rappresenta la nostra forza e vanto per serietà, professionalità ed esperienza e per tale ragione faremo di tutto per tutelarlo affinché le loro famiglie non abbiano a soffrire della crisi in atto.

 

La sanità. Cosa si dovrà fare per prevenire piuttosto che provvedere.

Per quanto riguarda l’infezione da COVID-19 credo che prevenire il contagio sia molto difficile. L’elevata percentuale di pazienti portatori del virus “asintomatici” rende praticamente impossibile

impedire la diffusione del virus. L’unico sistema valido, a mio parere, che verrà posto in essere a Villa Margherita, sarà quello di praticare un tampone per la ricerca del virus su tutti i pazienti, posti

preventivamente in isolamento, al momento del ricovero e tamponi periodici di controllo a tutto il personale operante nella struttura. Tamponi a tappeto e periodici sarebbero auspicabili, inoltre, per il

resto della popolazione sul territorio, specie per coloro che svolgono lavori a contatto con il pubblico.

Vorrei che lei ci lasciasse con un messaggio di speranza. Se la sente

Le situazioni difficili ci mettono alla prova ed è nelle difficoltà che viene fuori il meglio o il peggio di noi. Da questa esperienza ho imparato molto e credo che se tutti continueremo ad affrontare con

determinazione e senso di responsabilità la nostra missione, in qualsiasi campo, conservando la lucidità mentale ed un cuore ancora capace di emozionarsi potremo, come genere umano, affrontare qualsiasi difficoltà, COVID compreso.

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