O SI CAMBIA O ME NE VADO!

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Te lo dice…

Non c’è pace tra gli ulivi, quelli della politica, eppure siamo nella settimana di passione dove tutti dovremmo mettere da parte rancori ed essere più buoni e disponibili verso gli altri. Ed invece non è così. Non si perde occasione per lanciare anatemi, minacce di abbandonare il partito, di guardare altrove; della serie o si fa come dico, io oppure lascio. A lanciare questi avvertimenti chi può essere stato? Il Sindaco pro tempore di Benevento, Mario Clemente Mastella di Ceppaloni. Era solo il 3 Febbraio 2018, un anno e due mesi fa, quando annunciò la sua adesione al partito di Berlusconi, a Napoli, in occasione della presentazione della moglie, Sandra Lonardo Mastella, alla candidatura per il rinnovo del Parlamento Italiano. Nella circostanza ebbe a dichiarare “”Aderisco ufficialmente a FI, io che sono stato in passato in contrasto con il partito, in questo momento mi rendo conto che contro i populismi variegati e fantasmagorici Berlusconi rappresenta un equilibrio fondamentale nel nostro Paese”. A distanza di un anno emergono, forse, i ripensamenti verso ciò che egli stesso dichiarò ed oggi, infatti, affema: “ Chiederò le primarie e regole di comportamento che ora non ci sono, se si accettano bene, altrimenti romperò con Forza Italia, anche perché si deve capire da che parte stare. Il centrodestra esiste ancora? Serve spirito di sacrifico e quel che vedo oggi non va bene, non si è fatta una sola riunione, a Napoli è candidata una persona sconosciuta”. Tutto ciò è avvenuto alla presentazione delle candidature per il rinnovo del Parlamento Europeo, e chissà cosa avranno pensato i candidati, Chiusolo e Ciccopiedi? Invece di essere qui a motivare la gente a chiedere consenso, ci si mette a battere i pugni sul tavolo? Non è che stiamo creando confusione nell’elettorato? Non è che stiamo perdendo i primi consensi? Egregi candidati questo è quando il proprio leader occupa sempre più la scena, quando non perde occasione per recuperare visibilità, visto che il ruolo di Sindaco gli va stretto. Fiutata la possibilità di una riorganizzazione del partito, lancia, da grande esperto della politica, i primi stali, in modo da aumentare il peso della propria rappresentanza. In un momento dove i sondaggi danno il partito di Arcore intorno all’8/10% forse era più indicato, visto anche le scarsissime possibilità dei candidati nostrani di essere eletti, di “accendere” la voglia di partecipazione degli elettori, se non altro lo doveva al sacrificio dei candidati. Ma inoltre ci chiediamo dove và se lascia il partito? Da Salvini poco probabile, anche se un suo fedelissimo di Ceppaloni è stato visto in quel di Pietrelcina e non certo perché devoto di Padre Pio, ma perché era stato organizzato un summit di leghisti o parte di essi. Nel centro, di cui si sono perse le tracce da tempi immemorabili, ma potrebbe trovare suoi vecchi amici, come Casini, Cesa, Rotondi, ex della dc, oppure incontrare la strada di un Matteo? Una ultima considerazione va fatta. Come vedete la scena si infiamma quando si inizia a respirare l’aria delle competizioni elettorali, ci si illumina sulle strategie da mettere in campo, sia all’interno del partito che per gli spazi nella coalizione. Tutto, mentre, la città di cui ci si è posti alla guida, ad oggi è ridotta miseramente ad un paese di frontiera, dove tutti, non solo giovani, la lasciano per andare alla ricerca di nuove opportunità e occasioni. La città merita di essere governata senza distrazioni alcune, tutti i più grandi politici hanno sempre affermato che “ essere Sindaci della propria città è il mestiere più bello del mondo”. Quando fai il sindaco niente ti è estraneo di una città. Sei il custode della città» sarai ricordato per quello che fai e non per quello che pensi. Infine, va precisato, che le opportunità che la politica concede, devono servire non per finalità personali o trampolini di lancio per carriere politiche, ma per essere al servizio della propria comunità.
Darì

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