Mastella e il rompicapo a…Palazzo Mosti…

…Palazzo Mosti, continue fibrillazioni e tensioni tra i consiglieri comunali, con Mastella che cerca di fare da “pompiere”, rincorrendo ora questo ora quel consigliere affinchè non lasci il proprio gruppo di appartenenza. Raccontano tutti la stessa favoletta, i consiglieri, incarnando le sembianze di angioletti all’occasione, ma nello stesso tempo solo loro stessi a creare questo clima avvelenato nel “palazzo”. Anche qui, però, per chi dimentica facilmente dobbiamo aprire i cassetti dei ricordi e quindi ripercorrere velocemente le tappe più importanti che hanno portato a questo stato di cose. Nel 2016 al rinnovo del consiglio comunale della città, tra i candidati si propose Clemente Mario Mastella di Ceppaloni che allestì due liste personali da contrapporre alle altre liste presenti nella competizione. I candidati che aderirono al progetto mastelliano per la gran parte proveniva dallo schieramento di centro sinistra che aveva sostenuto il Sindaco Fausto Pepe. Candidati che non ebbero alcun tentennamento nel lasciare lo schieramento del cxsinistra e correre alla “corte” del Mastella. Questo cosa lasciava presagire? Che chi è abituato a “tradire” una volta sarà avvezzo a farlo sempre. Questo il Sindaco Mastella l’avrà messo in conto, considerato che è un esperto e navigato politico? Si. Quindi speranzoso di allargare e puntellare una maggioranza già forte nei numeri usciti dall’urna convince o si convincono da soli prima Angelo Feleppa, Vincenzo Sguera, Luigi Scarinzi, Marcellino Aversano. Della serie “ quant’è kiù ne simme, kiù bellè parimme”. Avrà riflettuto sulla necessità di allargare il fronte della squadra? Secondo Noi NO! Nella maggioranza si registrano vari smottamenti, movimenti scivolosi che si sganciano dal proprio gruppo iniziale e formano nuovi gruppi, è il caso dei “Moderati” dal nome che rievoca più un gruppo musicale anni 60 che un raggruppamento politico – amministrativo. A costiituire il gruppo sono i fuoriusciti Puzio, Franzese e Russo applicando il solo e abusato slogan per il “ Bene Comune”, ma subito dopo sembra che abbiano avanzato richieste di qualche poltroncina richiesta rispedita al mittente dal Sindaco. Altri che si dichiarano prima indipendenti, Pina Pedà e che poi aderisce alla Lega di Salvini, poi è la volta di Vizzi Sguera che dopo aver lasciato la opposizione aderisce a Forza Italia, passaggio premiato con il ruolo di coordinatore cittadino, che poi lascia e si dichiara indipendente ma da sostegno alla maggioranza, con un occhio a guardare l’evoluzione della Lega. Nelle ultime ore è Capuano a lasciare Forza Italia per allargare il gruppo dei “Moderati”; tensioni provengono anche dalla scelta che potrebbe compiere Scarinzi, si vocifera pronto a lasciare anch’egli Forza Italia per aderire al gruppo Misto. A questo punto visto il clima a tratti afoso e irrespirabile, scende in campo il Sindaco che convince Scarinzi a non lasciare Forza Italia, Vizzi Sguera a continuare a sostenere la maggioranza pur nel rispetto della sua decisione e addirittura ( stentiamo a crederci ) Angelo Feleppa a non costituire un nuovo gruppo consiliare. Nuovo gruppo? Ma scusate e dove li piglia i consiglieri comunali, tra fedelissimi e pendolari, il numero quello è. Le paure per le conseguenze che potrebbero causare questi smottamenti arrivano fino alla Giunta, dove gli Assessori iniziano a fare la conta dei consiglieri comunali che li sostengono (minimoo3) per assicurarsi e consolidare il posto in giunta. Che rompi capo, che puzzle, che mosaico. Tutto questo succede nel mentre la città scivola nel baratro, senza alcuna possibilità di risalita. Le responsabilità, le colpe, la voglia di arrivare a tutti i costi è da attribuire ad uno solo, Clemente Mario Mastella Sindaco pro tempore della città. Una domanda egregio Sindaco. Nell’ allestimento delle liste ha pensato una sola volta che il metodo da Lei applicato, la raccolta indifferenziata dei candidati aldilà della provenienza un giorno poteva ritorcersi contro? Avrà mai pensato che il concetto dividi et impera era applicabile anche in questa direzione? Ha mai pensato solo per un attimo che la “grande distribuzione di poltrone” con questo contesto non era applicabile? Ha mai pensato per un attimo che da solo non avrebbe potuto sopportare il carico di guidare un’amministrazione comunale Capoluogo e che non era minimamente paragonabile alla esperienza di Ceppaloni? Ha mai pensato una volta di non nominare gli assessori in base ai voti ma a competenze con una giunta esterna? Sono solo alcuni interrogati che le poniamo Sindaco con l’intento non di accusarLa ma di aiutarLa a comprendere che queste dinamiche sono figlie di un sistema vecchio ed obsoleto non applicabile più in questi tempi. Può ancora compiere un tentativo estremo di riappropriarsi del Governo della città. Azzeri tutto, ne sia certo i consiglieri La seguiranno sempre, non vogliono andare a casa un obolo, anche se piccolo, fa sempre bene, nomini una giunta di esperti, metta tutti alla porta e dia uno scossone alla città, se possibile.

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