Gruppo Consiliare PD: Caso mensa, ancora una brutta pagina per Mastella che resta a bocca…asciutta.

Non si contano le nostre sollecitazioni e i nostri suggerimenti sulla mensa, sin da quando si è insediata l’amministrazione Mastella. Tutti appelli puntualmente rimasti inascoltati. Ora che il Consiglio di Stato, con sentenza n. 5156/18 ,ha respinto l’appello del Comune di Benevento relativamente alla nota questione del cosiddetto “panino libero” e confermato la decisione del Tar Campania del 13 marzo scorso, di certo nessuno può dire che non fossero stati avvisati. Eppure, nonostante tutto, sono andati avanti a testa bassa nella convinzione di essere nel pieno della ragione rispetto ad un regolamento che disciplina il servizio di refezione scolastica già definito dal Tar Campania “illegittimo, accentratore ed autoritario”. Sono arrivati testardamente fino al Consiglio di Stato per un mero capriccio, nonostante gli avessimo più volte rappresentato l’illegittimità dell’adottato e approvato regolamento comunale poi bollato dall’organo di secondo grado della giustizia amministrativa come “limitativo della libertà personale degli individui”. Come se non bastasse, i magistrati hanno qualificato la decisione di vietare agli alunni che hanno optato per il pasto da casa di sostare nei locali della scuola “non supportata da concrete e dimostrate ragioni di pubblica salute e igiene né commisurata ad un ragionevole equilibrio”. Per il Consiglio di Stato il suddetto regolamento, non condiviso a suo tempo neppure dall’assessore al ramo Del Prete (che per sua stessa ammissione ella “non avrebbe mai avallato né approvato”) “limita una naturale facoltà dell’individuo – afferente alla sua libertà personale – e, se minore, della famiglia mediante i genitori, vale a dire la scelta alimentare: scelta che – salvo non ricorrano dimostrate e proporzionali ragioni particolari di varia sicurezza o decoro – è per sua natura e in principio libera, e si esplica vuoi all’interno delle mura domestiche vuoi al loro esterno: in luoghi altrui, in luoghi aperti al pubblico, in luoghi pubblici”. Addirittura la sentenza in questione sta già facendo giurisprudenza sul piano nazionale in favore di tutti quei genitori che intendono mandare i propri figli a scuola con il pasto preparato da casa. Ora le scelte di amministratori locali e dirigenti scolastici dovranno necessariamente essere orientate verso la contemplazione del pasto da casa. Siamo di fronte all’ennesimo, clamoroso autogol da parte della Giunta Mastella, che sulla mensa (e non solo…) è stata sistematicamente contraddetta e smentita dagli organi preposti, siano essi l’Autorità nazionale Anti Corruzione (come accaduto esattamente un anno fa sulle procedure di assegnazione del capitolato speciale d’appalto e il disciplinare di gara), il Tar Campania e il Consiglio di Stato. Questa amministrazione sull’argomento mensa è stata evasiva, lacunosa e supponente sin dal suo insediamento: non ha mai fornito argomentazioni a supporto delle proprie azioni ed ha deliberatamente scansato ogni consiglio, domanda o richiesta di chiarimenti da parte nostra. Come dimenticare l’interrogazione consiliare di 50 domande che non ha mai ricevuto alcuna risposta, datata febbraio 2017. Bisognerebbe capire una volta per sempre, perché qui ne va del futuro dei nostri figli, che un Comune non può essere amministrato alle stregua di un condominio, dove basta avere una maggioranza per far passare la propria linea senza un minimo di confronto e condivisione. A Palazzo Mosti, dove tutti sono ormai asserviti alle volontà sindacali, nessuno si è reso conto che il Comune non ha la competenza necessaria per imporre l’obbligatorietà di un servizio a domanda individuale e vietare tassativamente il pasto da casa. Anche in questa circostanza, è proprio il caso di dirlo, l’Amministrazione Mastella è rimasta a bocca asciutta.

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