Condannati sei poliziotti per rimborsi non dovuti.

Una indagine partita da somme incassate e non dovute per fatture e ricevute false, per pasti e pernottamenti nella città di Roma quando incaricati di fare da scorta a politici. A far scattare l’attività degli investigatori le forti differenze delle somme richieste da parte della scorte.  Dopo gli accertamenti è scaturito che hanno incassato alcune migliaia di euro non dovute  Questa mattina la conclusione del processo a carico dei sei imputati queste le conclusioni.

Sei condanne. Le ha decise poco dopo le 11 il giudice Daniela Fallarino al termine del processo a carico dei sei poliziotti – un settimo imputato, titolare di un albergo a Roma, è nel frattempo deceduto – tirati in ballo, con diversi livelli di coinvolgimento, dall’indagine, diretta dal sostituto procuratore Giovanni Tartaglia Polcini e condotta dalla Digos, sui rimborsi delle spese sostenute nel 2011 nei servizi di scorta ai parlamentari.
Le accuse a vario titolo: truffa e falso.
In particolare, queste le condanne fissate per truffa aggravata: 1 anno e 8 mesi a Maurizio Aloia; 1 anno e 6 mesi a Salvatore Ingaldi; 1 anno e 3 mesi a Alessandro Melisi; 1 anno e 2 mesi ad Angelo Gatta e a Toni Intorcia; 1 anno e 1 mese a Nino Bruno Votto. Per tutti la sospensione della pena.

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