Alla scoperta delle malattie reumatiche a Benevento

L’ospedale Rummo di Benevento ha ospitato il giorno 21 giugno, a partire dalle ore 9.00, presso la Sala Congressi “SS.Maria delle Grazie”, l’incontro conclusivo della campagna informativa in quattro incontri, ciascuno con un medico di I livello del reparto di Reumatologia del Rummo, promossi dall’Associazione AMaReProBene (Associazione Malati Reumatici Province Benevento e Avellino).
L’evento ha visto la partecipazione del Direttore Generale A.O. Rummo, il Dott. Renato Pizzuti, del Responsabile del Reparto di Reumatologa del Rummo, il Dott. Stefano Stisi, del Vicepresidente ANMAR (Associazione Nazionale Malati Reumatici), Giuseppe Compolieti, del Presidente di AMaReProBene, l’Arch. Maria Vellotti, e della Sig. Maria Grazia Chiusolo, Socio fondatore e Tesoriere dell’Associazione.
Temi centrali del dibattito sono stati la necessità di una diagnosi precoce, le nuove tecniche farmacologiche, le modalità terapeutiche e le spese farmacologiche.
Apre i lavori la Consigliera Chiusolo, che ha presentato AMaReProBene, associazione senza scopo di lucro, costituita nel dicembre 2010 e dal 14/12/2018 parte di ANMAR.
Scopo dell’associazione è promuovere iniziative rivolte a migliorare la patogenesi delle malattie reumatiche, informare e sensibilizzare sui danni causati dalle stesse e sulle potenziali profilassi, offrire sostegno e dare voce ai malati, aiutarne i familiari, che subiscono a loro volta un disagio notevole, sensibilizzare i responsabili della sanità su problemi e bisogni, anche socio-economici, dei pazienti, sollecitare questi ultimi e i medici ad un rapporto di reciproca collaborazione, creare una rete territoriale, che indirizzi il malato.
Rispetto ai punti del dibattito, il Dott. Compolieti ha specificato che, per quanto riguarda la diagnosi precoce, ANMAR si è battuta con altre associazioni per creare un percorso diagnostico-terapeutico-assistenziale che si esprime attraverso l’azione del medico condotto che, alla prima avvisaglia di queste malattie debilitanti e dai costi sociali elevatissimi, indirizza il paziente presso specialisti.
Sul contenimento della spesa, ANMAR ha affermato che il discorso della tutela della salute come diritto del cittadino è stato bypassato da una logica che vede le Regioni decidere individualmente e, per quanto riguarda le terapie, un farmaco biologico può essere somministrato a pazienti di nuova individuazione col consenso del malato, reso edotto sugli effetti dell’uso di questo tipo di farmaco dal medico.
La Presidente Vellotti ha elencato gli obiettivi futuri che AMaReProBene si è posta: continuare a chiedere sostegno, ottenere risposte alle necessità dei malati, svolgere attività collaborativa nell’area sanitaria Sannio-Irpinia, operare a livello nazionale perché la collaborazione tra reti è un valore aggiunto, continuare ad informare e rendere il paziente consapevole del proprio stato, promuovere l’associazionismo e l’aiuto psicologico.
Il Direttore Pizzuti ha rilevato che, sia in risposta ad esigenze normative sia per valorizzare l’eccellenza specialistica in loco, l’Unità Operativa beneventana ha incrementato i posti letto dedicati alla reumatologia, diventando la struttura complessa di riferimento a livello regionale, con un atto aziendale concretizzabile nel prossimo anno. Ha affermato che il futuro dell’ospedale è sulle malattie croniche, senza trascurare quelle acute, e ha proposto di concentrare attività polispecialistiche in un unico centro e di dare possibilità al paziente di accedere ad una rete territoriale, definita a livello regionale.
Dopo un ampio excursus, che ha ripercorso le tappe storiche dell’evoluzione della medicina e della reumatologia in Italia, e soprattutto a Benevento, il Dott. Stisi ha definito le malattie reumatologiche, classificate in 200 e considerate poco degne, sebbene interessino larga parte della popolazione, curabili, a patto che ci siano diagnosi precoci e farmaci validi. Stisi ha evidenziato che l’assistenza a queste malattie solo in Italia è deficitaria e che l’attesa per le visite ambulatoriali in media è di 116 giorni, cosa che costringe molti malati a migrare perché in Campania non ricevono assistenza.
Mostrando vari documenti che situano l’Italia ed il Sud in posizione marginale, Stisi ha chiarito che, a differenza di altre regioni che crescono, in Campania si taglia sull’assistenza, e nello specifico sull’erogazione dei LEA (Livelli Essenziali di Assisenza), rendendo possibile solo disinvestire negli sprechi, ed infine ha evidenziato l’inutilità del dibattito sui farmaci biologici, perché il farmaco originator, esattamente come il similare, contiene una proteina ugualmente valida. Il problema sta nel fatto che si promuove il conflitto per fare gli interessi delle case farmacologiche, che sono semplici facciate di opinion leader, e non si fa, invece, una campagna pulita, costruttiva, obiettiva. Il sistema, inoltre, non riuscirà ancora per molto a reggere sotto il peso delle spese dei farmaci biologici, perché da una parte c’è l’elevata qualità della cura prevista e dall’altra la ridotta disponibilità economica.
Descrivendo le Position Paper del Reparto di Reumatologia di Benevento, Stisi ha spiegato che il vero risparmio non sta nell’uso dei farmaci biosimilari, bensì nell’appropriatezza prescrittiva, che risponde ad una appropriatezza organizzativa.
«Dobbiamo solo imparare a riconoscere presto le patologie ed a combatterle» ha concluso Stisi, sperando che la formazione non subisca più freni come in passato e invitando le associazioni a continuare ad essere pungolo per un miglioramento che coinvolge tutti.

Sabrina Goglia

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